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Michele Geremia

Nato a Cittadella (PD) nel 1983, si è diplomato in Organo e Composizione organistica (Gianluca Libertucci), Clavicembalo (Lia Levi Minzi) e Didattica della musica presso il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto. Ha conseguito la laurea in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo e la laurea magistrale, col massimo dei voti e la lode, in Musicologia e beni musicali presso l’Università di Padova, costituendo l’edizione critica dell’unico scritto teorico e dei mottetti di Agostino Steffani. Ha seguito masterclass e corsi di perfezionamento con Michael Radulescu, Pier Damiano Peretti, Domenico Severin, James David Christie (organo), Johan Hofmann, Paola Erdas (clavicembalo), Vittorio Zanon (basso continuo). Sta concludendo il dottorato di ricerca in Storia e critica dei beni artistici, musicali e dello spettacolo presso l’Università di Padova, con un progetto dedicato a Il mondo alla roversa o sia Le donne che comandano di Baldassarre Galuppi (1750).

Svolge intensa attività concertistica sia come solista sia in formazioni corali, orchestrali e da camera, in Italia e all’estero (Germania, Polonia, Francia) collaborando con gruppi quali I Cantori di Marostica, Dolomiti Symphonia, I Virtuosi della Marca, Le Humane Virtù, Orchestra della Roggia, Quadro barocco, Ensemble Barocco Dolomiti, Windstärke 8 (Germania). Nel 2010 e nel 2011 ha fatto parte dello Junges Musikpodium Dresden-Venedig guidato da Stefano Montanari e dell’Orchestra barocca di Villa Contarini sotto la direzione di Roy Goodman e Alfredo Bernardini. È direttore artistico e continuista dell’Ensemble Seconda Prattica, gruppo strumentale col quale si dedica all’approfondimento del repertorio del periodo barocco su strumenti originali. 

Nel maggio 2009 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti (sezione musica da camera con strumenti antichi) con il gruppo di musica antica del Conservatorio di Castelfranco Veneto. In collaborazione con l’Università di Padova ha pubblicato, per la casa editrice Diastema di Treviso, l’edizione critica dell’unico scritto teorico di Agostino Steffani (Quanta certezza abbia da’ suoi principii la musica ed in qual pregio fosse perciò presso gli antichi) e della sua Psalmodia vespertina volans octo plenis vocibus concinenda, raccolta di tredici salmi e un Magnificat per doppio coro e organo; inoltre ha curato e diretto la prima registrazione integrale della Psalmodia vespertina guidando il gruppo vocale L’Artifizio Armonico e l’Ensemble Seconda Prattica, incisione pubblicata da Diastema. Per Armelin Musica (Padova) ha curato l’edizione critica della raccolta di mottetti Sacer Ianus quadrifrons di Agostino Steffani.

Da gennaio 2015 è co-direttore de I Cantori di Marostica e membro della Commissione per l'Arte Organaria della diocesi di Vicenza. È titolare dello storico organo G. B. Zordan (1882) della chiesa arcipretale di Sant’Antonio Abate in Marostica (VI).

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